domenica 28 settembre 2014

Palermo batte Gerusalemme: 2 resurrezioni a 1

Iirazoqui sul set del Vangelo secondo Matteo
Palermo meglio di Gerusalemme. Si, proprio in questa caotica e sudicia città si è recentemente assistito alla resurrezione di ben 2 Gesù. Mica uno!

Questa estate, sul palco del teatro di Verdura , è stato presentato il musical Jesus Christ Superstar. Ad interpretare il ruolo principale (Gesù Cristo) c'era nientepopodimeno che Ted  Neeley, lo stesso attore che nel 1973 aveva interpretato Gesu nel fortunatissimo film di Norman Jewison. Oggi Neeley ha 70 anni.

Ted Neeley nel 2008
La stessa età di Enrique Irazoqui, l'attore spagnolo  (non professionista) che prestò la sua faccia al Gesu di Pasolini nel film "il Vangelo secondo Matteo", girato tra i Sassi di Matera esattamete 50 anni fa (ossia nel 1964).

Ebbene Irazoqui ieri sera era a Palermo per presentare l'edizione restaurata del film ed una mostra dedicata a Pier Paolo Pasolini.
Irazoqui (antifascista nella Spagna di Franco) ha dichiarato che lui, il film, non lo ha visto mai e mai lo vedrà; ed infatti, finita l'intervista, è scappato via dal palco della stracolma sala De Seta ai Cantieri culturali della Zisa dove l'evento ha avuto luogo.

Alla fine della proiezione Irazoqi sale di nuovo sul palco per rispondere alle domande del regista  Enzo Maresco e a quelle ...... della platea. Ebbene nessun palermitano ha avuto il coraggio di fare una domanda (a parte il sottoscritto). Ed anche gli applausi che sottolineavano i passaggi più interessanti della intervista sono stati freddi, isolati e ridicoli. Direi offensivi!

Ma alla fine della intervista un nutrito nugolo di persone ha circondato il Gesù di Pasolini per tempestarlo di domande, abbracci, sorrisi e selfies.  

palermitani Timidi ? beh diciamo..... timidi, per non aggravare il già pesante giudizio sulla mia città contenuto nell'incipit di questo post!

A questo punto i palermitani, comunque, si aspettano il vero Miracolo. Non c'è due senza tre. Ma ora pretendono quello originale: Gesù Cristo in.. carne ed ossa! E chissà se a LUI avranno il coraggio di fare domande ad alta voce!!

pippo vinci

lunedì 1 settembre 2014

Accadde oggi: morte del Re Sole

1 settembre 1715, muore Luigi XIV soprannominato Re Sole. Il suo regno durò oltre 72 anni. Una durata che lo pone al 9° posto nella classifica dei regni più duraturi di tutti i tempi.








Nome
Stato
Ascesa al trono
Fine del regno
Durata del regno
1
94 anni
2
93 anni
3
10 dicembre 1899
21 agosto 1982
82 anni e 254 giorni
4
11 agosto 1429
2 aprile 1511
81 anni e 234 giorni
5
26 maggio 1480
24 gennaio 1559
78 anni e 243 giorni
6
78 anni
7
17 marzo 1723
28 giugno 1800
77 anni e 103 giorni
8
75 anni
9
14 maggio 1643
1º settembre 1715
72 anni e 110 giorni
10
71 anni

domenica 31 agosto 2014

Eccoci finalmente in serie A



Eccoci finalmente in serie A, dopo la cavalcata trionfale in serie B.
 Nessuno si immaginava che saremmo stati in una situazione così deprimente alla viglia dell’esordio.
Tutti ci aspettavamo già a giugno la conferma del blocco tecnico-dirigenziale, e il rafforzamento dell’organico con l’inserimento di 4 o 5 elementi indispensabili per navigare degnamente in serie A.

La sconfitta secca col Modena ha solo certificato il fatto che è stata persa la strada entusiasmante iniziata l’anno scorso, sia sul piano tecnico che su quello mentale. leggi tutto

il pigafetta

venerdì 29 agosto 2014

Invasione.. a casa loro!

La Repubblica annuncia le prove, gente! Come sempre, del resto, quando devono pompare una certa isteria bellica.
Poi guardi le foto, e c'è scritto in piccolo e in inglese che «L'area di dispiegamento e di addestramento si trova a circa 50 km a Est del confine ucraino», ossia in territorio russo.
Come se non bastasse, le diciture nelle foto spiegano anche che quella è l'area di Rostov (nei pressi della più grande città della Russia meridionale).


Lì si stanno svolgendo massicce esercitazioni: Mosca mostra i muscoli. Ma a casa sua.
Direi che può bastare per aggiornare lo stato di conclamata putrescenza del giornalismo italiano.

megachip.globalist.it

venerdì 22 agosto 2014

Islàmico e isl..amìco

Una delle ultime trovate del "nobel per la pace burattino" Obama  è che " ....nel XXI secolo c'è spazio  per uno stato islamico". Ah, no?
Ma sapete invece cosa succede in Arabia Saudita? 

Leggete qui e vi renderete conto di quanto falsi e criminali siano questi Stati Uniti d 'America esportatori di democrazia!!!
In definitiva non c'è spazio per uno stato islàmico, tranne che non sia uno stato islamìco

sabato 16 agosto 2014

Il calcio italiano in mano a lestofanti, razzisti e pregiudicati

La figura di m.....da ai mondiali brasiliani poteva servire al calcio italiano per darsi una bella e salutare smossa.
In Brasile i giocatori Italiani hanno dato il peggio di se  mostrando al mondo intero quanto superbo, immorale, dilettantistico, ridicolo, brutto e perdente sia il calcio Italiano.
Bene (anzi male) , dal fondo non si può che risalire (pensavano in molti) , e invece no. Per sprofondare ancora si può usare la pala e scavare verso gli abissi inesplorati del pianeta terra.

La pantomima di Antonio Conte (pregiudicato ed attualmente sotto inchiesta) che lascia improvvisamente la Juve adducendo ridicoli contrasti sul calciomercato (in Italia ci ha creduto solo un pulcino, manco un pollo), poi l'improvvisa ascesa di un uomo sconosciuto (anche lui pluriinquisito e pregiudicato) che ha trovato la strada peggiore per farsi conoscere nel mondo. Una frase chiaramente razzista che non osiamo ripetere.

I suoi difensori che difendono l'indifendibile, dicendo che Tavecchio (nome inadatto per un innovatore) non è razzista. Per questi loschi individui (Zamparini e Lotito in testa) il razzismo si configura solo quando si mettono in catene i neri e li si fa lavorare nelle piantaggioni di cotone frustandoli a sangue di tanto in tanto per puro godimento. Tutto quello che non arriva a questo NON E' razzismo!

Infine Tavecchio viene eletto (quindi votato a maggioranza) presidente della FIGC. Immediatamente dopo, Antonio Conte viene nominato Commissario Tecnico della nazionale di calcio. Rinunciando ai sontusi ingaggi da club? per niente !: il neo CT verrà retribuito come nessuno in passato. 4,5 milioni a stagione. E quasi 3 di questi milioni gli verranno conferiti da uno sponsor privato, il che  non fa altro che  peggiorare la situazione dal  punto di vista dell'immagine (sua e della nostra  nazionale) e del senso morale.

Il CT della Nazionale italiana, quindi, è pagato da un privato che, tra l'altro, sponsorizza anche molti giocatori di A(tra cui Mario Balotelli). Il pregiudicato con parrucchino (mi ricorda qualcun altro) volente (ci potrei giurare) o nolente (si, va beh!)  non potrà che essere condizionato ANCHE da questa vicenda.

L'umiliante eliminazione al mondiale , essendo in fondo un mero fatto sportivo, è nulla in confronto allo schifo che vi ho appena raccontato.
Io, nel mio piccolo, farò il mio personale embargo e non vedrò una sola partita degli azzurri finchè questi  cafoni e lestofanti non si faranno da parte.

amedeo contino


venerdì 15 agosto 2014

Prevalgono ignavia e silenzio

.....Non conosceranno nemmeno quanto Einstein scrisse della destra sionista, equiparandola ai fascisti. L'occasione gli fu fornita dalla strage di Deir Yassin del 9 aprile 1948. I sionisti trucidarono 240 tra uomini, donne e bambini inermi.
A Gaza le vittime della macchina bellica israeliana sono più di duemila,  tra cui 432 bambini e 243 donne. 9886 i feriti, tra cui 2878 bambini. Deir Yassin è nulla in confronto, e ciò richiederebbe una rivolta morale da parte di tutti, anzitutto degli intellettuali e del mondo della cultura. Prevalgono invece ignavia e silenzio, ovvero la complicità morale col sionismo e le loro potenti lobbi occidentali.

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martedì 12 agosto 2014

La Maschera di Obama non inganna più

Il mondo è in fiamme. Rumori di guerre si levano da ogni parte della terra. E sono rumori veramente assordanti. Ucraina, Palestina, Iraq, Centrafrica, Libia, Egitto. Siria, Mali sono solo alcuni esempi (sicuramente i più osservati e diffusi dai media).
La situazione appare davvero difficile da controllare, ma mostra un comune denominatore un protagonoista sempre presente , più o meno coinvolto:gli Stati Uniti d'America. Che finalmente hanno calato la maschera: non era il comunismo il vero nemico (se così fosse si mangerebbero la vicina e stremata Cuba in meno di  90 secondi). Senza il mostro sovietico, si diceva, il mondo sarà più giusto, più buono, più religioso (sconfitto l'ateismo di stato) e tutti potranno avere per quello che valgono, ricevere erp quello che danno.

No, il comunismo non c'entrava nulla come nulla c'entrava il nazismo, o il "finto" terrorismo inanziato dagli stessi Americani.

Una sola cosa  c'entra: la volontà degli USA di dominare il mondo. Oggi i yankees non hanno scuse o nemici da ostentare  ed oggi l'america del burattino Obama ha tolto la maschera. Non prende più scuse e , per questo, diventa molto più pericolosa come gli Unni di Attila o i mongoli di Gengis Khan, i macedoni di Alessandro e i nazisti di Hitler: comandare il mondo. Questo importa  e questo stanno facendo!

pippo vinci

domenica 20 luglio 2014

Non si può assistere in silenzio

"Non si può assistere in silenzio al preminente tentativo di trasformare il magistrato inquirente in un semplice burocrate inesorabilmente sottoposto all’arbitrio del proprio capo, di quei dirigenti degli uffici sempre più spesso, purtroppo, nominati da un Csm che rischia di essere schiacciato e condizionato nelle sue scelte di autogoverno dalle pretese correntizie e politiche e dalle indicazioni sempre più stringenti del suo presidente (Napolitano ndr).

Non si può ricordare Paolo Borsellino e assistere ai tanti tentativi in atto, dalla riforma dell’ordinamento giudiziario, a quella in cantiere sulla responsabilità civile dei giudici, alla gerarchizzazione delle Procure anche attraverso sempre più numerose e discutibili prese di posizione del Csm. Non si può ricordare Paolo Borsellino e assistere in silenzio a questi tentativi finalizzati a ridurre l’indipendenza dei magistrati a vuota enunciazione formale con lo scopo di annullare l’autonomia del singolo pm.
Voglio ringraziare tutti quei cittadini che si pongono a scudo di tanti che, anche nella politica, continuano a calpestare quei valori che furono di Paolo Borsellino, contro l’arroganza dei prepotenti e degli impuniti. Le commemorazioni hanno un senso solo se sostenute dal coraggio che dovremo dimostrare da domani. Rispetto alla strage di via D'Amelio c’è il dovere etico e morale di cercare verità, anche se ci rendiamo conto che quel cammino costi sempre di più lacrime e sangue, per continuare a cercare la verità è necessario innanzitutto con onestà intellettuale rispettare la verità e non avere mai paura a declamarla anche se può apparire sconveniente.
Oggi ci troviamo davanti a un muro di gomma e di indifferenza istituzionale. E c'è il pericolo di un clima di delegittimazione che si nutre di silenzi colpevoli, ostacoli e tranelli disposti per arginare quell’ansia di verità rimasta patrimonio di pochi.

Affermano il falso i tanti che, qualcuno per strumentale interesse, continuano a ripetere che i processi delle stragi hanno portato a un nulla di fatto fingono di ignorare che 22 persone sono state definitivamente condannate per concorso in strage. In molti anche all’interno delle istituzioni sanno ma continuano a preferire il silenzio, certi che quell’omertà continuerà a pagare magari con l’evoluzione di splendide carriere. Il cammino di liberazione dalla mafia è rimasto a metà del guado, mentre ai ladri e ai corrotti si assicura la sostanziale impunità.

In una sentenza definitiva della Corte di Cassazione è accertato che un partito politico, divenuto forza di governo nel 1994, ha poco prima annoverato tra i suoi ideatori e fondatori un soggetto da molto tempo colluso con gli esponenti di vertice di Cosa nostra e che da molti anni fungeva da intermediario consapevole dei loro rapporti con l’imprenditore milanese che di quel partito divenne esponente apicale.

Oggi questo esponente politico (Silvio Berlusconi, ndr), dopo essere stato definitivamente condannato per altri gravi reati, discute con il Presidente del Consiglio in carica di riformare la legge elettorale e quella Costituzione alla quale Paolo Borsellino aveva giurato quella fedeltà che ha osservato fino all’ultimo respiro. E’ necessario non perdere la capacità di indignarsi e trovare la forza di reagire tutti abbiamo il dovere di evitare che anche da morto Paolo Borsellino debba subire l’onta di vedere calpestato il suo sogno di giustizia”.

Nino Di Matteo, Palermo 19 luglio 2014 - 
via D'Amelio a Palermo
commemorazione del giudice Paolo Borsellino

giovedì 17 luglio 2014

Il massacro dei palestinesi

 Israele vuole distruggere definitivamente i palestinesi, è una guerra di puro sterminio. Sono nazisti puri e forse un po' peggio di Hitler perché hanno anche l'appoggio delle grandi democrazie occidentali". 
Sono le parole pronunciate da Gianni Vattimo, ex parlamentare europeo, ai microfoni de "La Zanzara", su Radio24. 

"Andrei a Gaza" - afferma Vattimo - "a combattere a fianco di Hamas, direi che è il momento di fare le Brigate Internazionali come in Spagna, perché Israele è un regime fascista che sta distruggendo un popolo intero. In Spagna non era niente in confronto a questo. Questo è un genocidio in atto, nazista, razzista, colonialista, imperialista e ci vuole una resistenza". 

 E aggiunge: "Ma siamo quattro gatti, perché tutta l'informazione, compresa la stampa italiana, piange sul fatto che c'è una pioggia di missili su Israele, però Hamas quanti morti ha fatto? Nessuno. I poveretti non hanno armi, sono dei miserabili tenuti in schiavitù, come tutta la Palestina. Hanno dei razzetti per bambini, e voglio promuovere una sottoscrizione mondiale per permettere ai palestinesi di comprare delle vere armi e non delle armi giocattolo. Cominciamo a distruggere il nucleare israeliano, Israele è lo stato canaglia che ha il nucleare". 

Alla domanda di Cruciani se sparerebbe conttro gli israeliani, l'ex europarlamentare risponde: "Io sono un non violento, però contro quelli che bombardano ospedali, cliniche private e bambini sparerei, ma non ne sono capace". E aggiunge: "Gli ebrei italiani dalla parte di Israele sono gli ex fascisti, che adesso sono dalla parte dell'America. La comunità ebraica italiana è rappresentata da quell'ossimoro che è Pacifici, ma ci sono molti ebrei d'accordo con me. Li c'è uno stato nazista che cerca di sopprimere un altro popolo. E io ce l'ho con lo stato di Israele, non con gli ebrei"

lunedì 23 giugno 2014

Renzi: prima legge ad personam, auguri!


renzimanìa
Nonostante i giornaloni italiani abbiano fatto a gara per nascondere al grande pubblico la notizia della condanna di Renzi, tre anni fa l’attuale premier è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti di Firenze per danno erariale, come vi avevamo già raccontato con dovizia di particolari
A prescindere dal fatto se sia normale o meno avere – per l’ennesima volta – un Presidente del Consiglio condannato, per un reato amministrativo grave, la sentenza del 4 agosto 2011 accusa Renzi di essere stato “responsabile dell’assunzione irregolare di quattro persone nello staff della sua segreteria, con contratti a tempo determinato, quando era presidente della Provincia di Firenze (tra il 2004 e il 2009)”, come ricorda Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano.
Ecco il danno erariale, per cui “la Corte dei Conti ha condannato in primo grado Renzi al risarcimento di 14 mila e 535 euro, il 30 per cento della cifra complessiva di circa 50 mila euro, divisa con gli altri 20 condannati (tra cui figura l’ultimo presidente della provincia di Firenze, Andrea Barducci).”
Nell’autunno prossimo, quando il treno delle riforme potrebbe essere in procinto di arrivare a destinazione, è prevista la sentenza d’appello. E una macchia indelebile rischierebbe di infangare il vestitino pulito (?) del Governo Matteo I. Probabilmente sarà per questo che, per spazzare via ogni dubbio e difendere il segretario Pd dal processo (anziché nel processo), in pieno stile berlusconiano, ecco arrivare in soccorso “un articolo tagliato su misura per i guai del premier”, inserito abilmente nel testo del decreto legge Madia (“misure urgenti per l’efficientamento della pubblica amministrazione e per il sostegno dell’occupazione”).
A svelare l’inghippo dei renziani ci ha pensato Rodano, che sul Fatto Quotidiano spiega: “L’articolo 12 della riforma (“Disposizioni sul personale delle regioni e degli enti locali”) introduce un paragrafo da aggiungere all’articolo 90 (secondo comma) del Testo Unico degli Enti Locali del 2000. Recita così: “In ragione della temporaneità e del carattere fiduciario del rapporto di lavoro si prescinde nell'attribuzione degli incarichi dal possesso di specifici titoli di studio o professionali per l'accesso alle corrispondenti qualifiche ed aree di riferimento”. Traduzione: con questa norma negli enti locali (comuni, province e regioni), le assunzioni a tempo determinato possono essere decise in modo discrezionale a prescindere dal percorso professionale e dal titolo di studio dei candidati.”
Tra primo grado e appello”, la chiosa di Teducci, “scomparirebbe la fattispecie che è costata la condanna amministrativa a Renzi.”
Dal fatta la legge trovato l’inganno siamo passati direttamente al fatto l’inganno trovata la legge. Ribaltare la realtà a proprio piacimento, modellare la giustizia secondo esigenze politiche e non sociali, proseguire nel percorso tracciato dal berlusconismo negli ultimi venti anni, dove il Governo e il Parlamento ci hanno regalato decine di leggi “ad personam”, buone solo a difendere il Premier dai processi e non nei processi.
Tale padre (politico), tale figlio. Buon renzismo a tutti.

fonte: infiltrato.it
Nonostante i giornaloni italiani abbiano fatto a gara per nascondere al grande pubblico la notizia della condanna di Renzi, tre anni fa l’attuale premier è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti di Firenze per danno erariale, come vi avevamo già raccontato con dovizia di particolari. A prescindere dal fatto se sia normale o meno avere – per l’ennesima volta – un Presidente del Consiglio condannato, per un reato amministrativo grave, la sentenza del 4 agosto 2011 accusa Renzi di essere stato “responsabile dell’assunzione irregolare di quattro persone nello staff della sua segreteria, con contratti a tempo determinato, quando era presidente della Provincia di Firenze (tra il 2004 e il 2009)”, come ricorda Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano.
Ecco il danno erariale, per cui “la Corte dei Conti ha condannato in primo grado Renzi al risarcimento di 14 mila e 535 euro, il 30 per cento della cifra complessiva di circa 50 mila euro, divisa con gli altri 20 condannati (tra cui figura l’ultimo presidente della provincia di Firenze, Andrea Barducci).”
Nell’autunno prossimo, quando il treno delle riforme potrebbe essere in procinto di arrivare a destinazione, è prevista la sentenza d’appello. E una macchia indelebile rischierebbe di infangare il vestitino pulito (?) del Governo Matteo I. Probabilmente sarà per questo che, per spazzare via ogni dubbio e difendere il segretario Pd dal processo (anziché nel processo), in pieno stile berlusconiano, ecco arrivare in soccorso “un articolo tagliato su misura per i guai del premier”, inserito abilmente nel testo del decreto legge Madia (“misure urgenti per l’efficientamento della pubblica amministrazione e per il sostegno dell’occupazione”).
A svelare l’inghippo dei renziani ci ha pensato Rodano, che sul Fatto Quotidiano spiega: “L’articolo 12 della riforma (“Disposizioni sul personale delle regioni e degli enti locali”) introduce un paragrafo da aggiungere all’articolo 90 (secondo comma) del Testo Unico degli Enti Locali del 2000. Recita così: “In ragione della temporaneità e del carattere fiduciario del rapporto di lavoro si prescinde nell'attribuzione degli incarichi dal possesso di specifici titoli di studio o professionali per l'accesso alle corrispondenti qualifiche ed aree di riferimento”. Traduzione: con questa norma negli enti locali (comuni, province e regioni), le assunzioni a tempo determinato possono essere decise in modo discrezionale a prescindere dal percorso professionale e dal titolo di studio dei candidati.”
“Tra primo grado e appello”, la chiosa di Teducci, “scomparirebbe la fattispecie che è costata la condanna amministrativa a Renzi.”
Dal fatta la legge trovato l’inganno siamo passati direttamente al fatto l’inganno trovata la legge. Ribaltare la realtà a proprio piacimento, modellare la giustizia secondo esigenze politiche e non sociali, proseguire nel percorso tracciato dal berlusconismo negli ultimi venti anni, dove il Governo e il Parlamento ci hanno regalato decine di leggi “ad personam”, buone solo a difendere il Premier dai processi e non nei processi.
Tale padre (politico), tale figlio. Buon renzismo a tutti.
- See more at: http://www.infiltrato.it/inchieste/riforma-pa-spunta-la-salva-renzi-cosi-liberano-il-premier-dalla-condanna-per-danno-erariale#sthash.XfLVYxoA.dpuf
Nonostante i giornaloni italiani abbiano fatto a gara per nascondere al grande pubblico la notizia della condanna di Renzi, tre anni fa l’attuale premier è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti di Firenze per danno erariale, come vi avevamo già raccontato con dovizia di particolari. A prescindere dal fatto se sia normale o meno avere – per l’ennesima volta – un Presidente del Consiglio condannato, per un reato amministrativo grave, la sentenza del 4 agosto 2011 accusa Renzi di essere stato “responsabile dell’assunzione irregolare di quattro persone nello staff della sua segreteria, con contratti a tempo determinato, quando era presidente della Provincia di Firenze (tra il 2004 e il 2009)”, come ricorda Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano.
Ecco il danno erariale, per cui “la Corte dei Conti ha condannato in primo grado Renzi al risarcimento di 14 mila e 535 euro, il 30 per cento della cifra complessiva di circa 50 mila euro, divisa con gli altri 20 condannati (tra cui figura l’ultimo presidente della provincia di Firenze, Andrea Barducci).”
Nell’autunno prossimo, quando il treno delle riforme potrebbe essere in procinto di arrivare a destinazione, è prevista la sentenza d’appello. E una macchia indelebile rischierebbe di infangare il vestitino pulito (?) del Governo Matteo I. Probabilmente sarà per questo che, per spazzare via ogni dubbio e difendere il segretario Pd dal processo (anziché nel processo), in pieno stile berlusconiano, ecco arrivare in soccorso “un articolo tagliato su misura per i guai del premier”, inserito abilmente nel testo del decreto legge Madia (“misure urgenti per l’efficientamento della pubblica amministrazione e per il sostegno dell’occupazione”).
A svelare l’inghippo dei renziani ci ha pensato Rodano, che sul Fatto Quotidiano spiega: “L’articolo 12 della riforma (“Disposizioni sul personale delle regioni e degli enti locali”) introduce un paragrafo da aggiungere all’articolo 90 (secondo comma) del Testo Unico degli Enti Locali del 2000. Recita così: “In ragione della temporaneità e del carattere fiduciario del rapporto di lavoro si prescinde nell'attribuzione degli incarichi dal possesso di specifici titoli di studio o professionali per l'accesso alle corrispondenti qualifiche ed aree di riferimento”. Traduzione: con questa norma negli enti locali (comuni, province e regioni), le assunzioni a tempo determinato possono essere decise in modo discrezionale a prescindere dal percorso professionale e dal titolo di studio dei candidati.”
“Tra primo grado e appello”, la chiosa di Teducci, “scomparirebbe la fattispecie che è costata la condanna amministrativa a Renzi.”
Dal fatta la legge trovato l’inganno siamo passati direttamente al fatto l’inganno trovata la legge. Ribaltare la realtà a proprio piacimento, modellare la giustizia secondo esigenze politiche e non sociali, proseguire nel percorso tracciato dal berlusconismo negli ultimi venti anni, dove il Governo e il Parlamento ci hanno regalato decine di leggi “ad personam”, buone solo a difendere il Premier dai processi e non nei processi.
Tale padre (politico), tale figlio. Buon renzismo a tutti.
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Nonostante i giornaloni italiani abbiano fatto a gara per nascondere al grande pubblico la notizia della condanna di Renzi, tre anni fa l’attuale premier è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti di Firenze per danno erariale, come vi avevamo già raccontato con dovizia di particolari. A prescindere dal fatto se sia normale o meno avere – per l’ennesima volta – un Presidente del Consiglio condannato, per un reato amministrativo grave, la sentenza del 4 agosto 2011 accusa Renzi di essere stato “responsabile dell’assunzione irregolare di quattro persone nello staff della sua segreteria, con contratti a tempo determinato, quando era presidente della Provincia di Firenze (tra il 2004 e il 2009)”, come ricorda Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano.
Ecco il danno erariale, per cui “la Corte dei Conti ha condannato in primo grado Renzi al risarcimento di 14 mila e 535 euro, il 30 per cento della cifra complessiva di circa 50 mila euro, divisa con gli altri 20 condannati (tra cui figura l’ultimo presidente della provincia di Firenze, Andrea Barducci).”
Nell’autunno prossimo, quando il treno delle riforme potrebbe essere in procinto di arrivare a destinazione, è prevista la sentenza d’appello. E una macchia indelebile rischierebbe di infangare il vestitino pulito (?) del Governo Matteo I. Probabilmente sarà per questo che, per spazzare via ogni dubbio e difendere il segretario Pd dal processo (anziché nel processo), in pieno stile berlusconiano, ecco arrivare in soccorso “un articolo tagliato su misura per i guai del premier”, inserito abilmente nel testo del decreto legge Madia (“misure urgenti per l’efficientamento della pubblica amministrazione e per il sostegno dell’occupazione”).
A svelare l’inghippo dei renziani ci ha pensato Rodano, che sul Fatto Quotidiano spiega: “L’articolo 12 della riforma (“Disposizioni sul personale delle regioni e degli enti locali”) introduce un paragrafo da aggiungere all’articolo 90 (secondo comma) del Testo Unico degli Enti Locali del 2000. Recita così: “In ragione della temporaneità e del carattere fiduciario del rapporto di lavoro si prescinde nell'attribuzione degli incarichi dal possesso di specifici titoli di studio o professionali per l'accesso alle corrispondenti qualifiche ed aree di riferimento”. Traduzione: con questa norma negli enti locali (comuni, province e regioni), le assunzioni a tempo determinato possono essere decise in modo discrezionale a prescindere dal percorso professionale e dal titolo di studio dei candidati.”
“Tra primo grado e appello”, la chiosa di Teducci, “scomparirebbe la fattispecie che è costata la condanna amministrativa a Renzi.”
Dal fatta la legge trovato l’inganno siamo passati direttamente al fatto l’inganno trovata la legge. Ribaltare la realtà a proprio piacimento, modellare la giustizia secondo esigenze politiche e non sociali, proseguire nel percorso tracciato dal berlusconismo negli ultimi venti anni, dove il Governo e il Parlamento ci hanno regalato decine di leggi “ad personam”, buone solo a difendere il Premier dai processi e non nei processi.
Tale padre (politico), tale figlio. Buon renzismo a tutti.
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Nonostante i giornaloni italiani abbiano fatto a gara per nascondere al grande pubblico la notizia della condanna di Renzi, tre anni fa l’attuale premier è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti di Firenze per danno erariale, come vi avevamo già raccontato con dovizia di particolari. A prescindere dal fatto se sia normale o meno avere – per l’ennesima volta – un Presidente del Consiglio condannato, per un reato amministrativo grave, la sentenza del 4 agosto 2011 accusa Renzi di essere stato “responsabile dell’assunzione irregolare di quattro persone nello staff della sua segreteria, con contratti a tempo determinato, quando era presidente della Provincia di Firenze (tra il 2004 e il 2009)”, come ricorda Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano.
Ecco il danno erariale, per cui “la Corte dei Conti ha condannato in primo grado Renzi al risarcimento di 14 mila e 535 euro, il 30 per cento della cifra complessiva di circa 50 mila euro, divisa con gli altri 20 condannati (tra cui figura l’ultimo presidente della provincia di Firenze, Andrea Barducci).”
Nell’autunno prossimo, quando il treno delle riforme potrebbe essere in procinto di arrivare a destinazione, è prevista la sentenza d’appello. E una macchia indelebile rischierebbe di infangare il vestitino pulito (?) del Governo Matteo I. Probabilmente sarà per questo che, per spazzare via ogni dubbio e difendere il segretario Pd dal processo (anziché nel processo), in pieno stile berlusconiano, ecco arrivare in soccorso “un articolo tagliato su misura per i guai del premier”, inserito abilmente nel testo del decreto legge Madia (“misure urgenti per l’efficientamento della pubblica amministrazione e per il sostegno dell’occupazione”).
A svelare l’inghippo dei renziani ci ha pensato Rodano, che sul Fatto Quotidiano spiega: “L’articolo 12 della riforma (“Disposizioni sul personale delle regioni e degli enti locali”) introduce un paragrafo da aggiungere all’articolo 90 (secondo comma) del Testo Unico degli Enti Locali del 2000. Recita così: “In ragione della temporaneità e del carattere fiduciario del rapporto di lavoro si prescinde nell'attribuzione degli incarichi dal possesso di specifici titoli di studio o professionali per l'accesso alle corrispondenti qualifiche ed aree di riferimento”. Traduzione: con questa norma negli enti locali (comuni, province e regioni), le assunzioni a tempo determinato possono essere decise in modo discrezionale a prescindere dal percorso professionale e dal titolo di studio dei candidati.”
“Tra primo grado e appello”, la chiosa di Teducci, “scomparirebbe la fattispecie che è costata la condanna amministrativa a Renzi.”
Dal fatta la legge trovato l’inganno siamo passati direttamente al fatto l’inganno trovata la legge. Ribaltare la realtà a proprio piacimento, modellare la giustizia secondo esigenze politiche e non sociali, proseguire nel percorso tracciato dal berlusconismo negli ultimi venti anni, dove il Governo e il Parlamento ci hanno regalato decine di leggi “ad personam”, buone solo a difendere il Premier dai processi e non nei processi.
Tale padre (politico), tale figlio. Buon renzismo a tutti.
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