domenica 20 luglio 2014

Non si può assistere in silenzio

"Non si può assistere in silenzio al preminente tentativo di trasformare il magistrato inquirente in un semplice burocrate inesorabilmente sottoposto all’arbitrio del proprio capo, di quei dirigenti degli uffici sempre più spesso, purtroppo, nominati da un Csm che rischia di essere schiacciato e condizionato nelle sue scelte di autogoverno dalle pretese correntizie e politiche e dalle indicazioni sempre più stringenti del suo presidente (Napolitano ndr).

Non si può ricordare Paolo Borsellino e assistere ai tanti tentativi in atto, dalla riforma dell’ordinamento giudiziario, a quella in cantiere sulla responsabilità civile dei giudici, alla gerarchizzazione delle Procure anche attraverso sempre più numerose e discutibili prese di posizione del Csm. Non si può ricordare Paolo Borsellino e assistere in silenzio a questi tentativi finalizzati a ridurre l’indipendenza dei magistrati a vuota enunciazione formale con lo scopo di annullare l’autonomia del singolo pm.
Voglio ringraziare tutti quei cittadini che si pongono a scudo di tanti che, anche nella politica, continuano a calpestare quei valori che furono di Paolo Borsellino, contro l’arroganza dei prepotenti e degli impuniti. Le commemorazioni hanno un senso solo se sostenute dal coraggio che dovremo dimostrare da domani. Rispetto alla strage di via D'Amelio c’è il dovere etico e morale di cercare verità, anche se ci rendiamo conto che quel cammino costi sempre di più lacrime e sangue, per continuare a cercare la verità è necessario innanzitutto con onestà intellettuale rispettare la verità e non avere mai paura a declamarla anche se può apparire sconveniente.
Oggi ci troviamo davanti a un muro di gomma e di indifferenza istituzionale. E c'è il pericolo di un clima di delegittimazione che si nutre di silenzi colpevoli, ostacoli e tranelli disposti per arginare quell’ansia di verità rimasta patrimonio di pochi.

Affermano il falso i tanti che, qualcuno per strumentale interesse, continuano a ripetere che i processi delle stragi hanno portato a un nulla di fatto fingono di ignorare che 22 persone sono state definitivamente condannate per concorso in strage. In molti anche all’interno delle istituzioni sanno ma continuano a preferire il silenzio, certi che quell’omertà continuerà a pagare magari con l’evoluzione di splendide carriere. Il cammino di liberazione dalla mafia è rimasto a metà del guado, mentre ai ladri e ai corrotti si assicura la sostanziale impunità.

In una sentenza definitiva della Corte di Cassazione è accertato che un partito politico, divenuto forza di governo nel 1994, ha poco prima annoverato tra i suoi ideatori e fondatori un soggetto da molto tempo colluso con gli esponenti di vertice di Cosa nostra e che da molti anni fungeva da intermediario consapevole dei loro rapporti con l’imprenditore milanese che di quel partito divenne esponente apicale.

Oggi questo esponente politico (Silvio Berlusconi, ndr), dopo essere stato definitivamente condannato per altri gravi reati, discute con il Presidente del Consiglio in carica di riformare la legge elettorale e quella Costituzione alla quale Paolo Borsellino aveva giurato quella fedeltà che ha osservato fino all’ultimo respiro. E’ necessario non perdere la capacità di indignarsi e trovare la forza di reagire tutti abbiamo il dovere di evitare che anche da morto Paolo Borsellino debba subire l’onta di vedere calpestato il suo sogno di giustizia”.

Nino Di Matteo, Palermo 19 luglio 2014 - 
via D'Amelio a Palermo
commemorazione del giudice Paolo Borsellino

giovedì 17 luglio 2014

Il massacro dei palestinesi

 Israele vuole distruggere definitivamente i palestinesi, è una guerra di puro sterminio. Sono nazisti puri e forse un po' peggio di Hitler perché hanno anche l'appoggio delle grandi democrazie occidentali". 
Sono le parole pronunciate da Gianni Vattimo, ex parlamentare europeo, ai microfoni de "La Zanzara", su Radio24. 

"Andrei a Gaza" - afferma Vattimo - "a combattere a fianco di Hamas, direi che è il momento di fare le Brigate Internazionali come in Spagna, perché Israele è un regime fascista che sta distruggendo un popolo intero. In Spagna non era niente in confronto a questo. Questo è un genocidio in atto, nazista, razzista, colonialista, imperialista e ci vuole una resistenza". 

 E aggiunge: "Ma siamo quattro gatti, perché tutta l'informazione, compresa la stampa italiana, piange sul fatto che c'è una pioggia di missili su Israele, però Hamas quanti morti ha fatto? Nessuno. I poveretti non hanno armi, sono dei miserabili tenuti in schiavitù, come tutta la Palestina. Hanno dei razzetti per bambini, e voglio promuovere una sottoscrizione mondiale per permettere ai palestinesi di comprare delle vere armi e non delle armi giocattolo. Cominciamo a distruggere il nucleare israeliano, Israele è lo stato canaglia che ha il nucleare". 

Alla domanda di Cruciani se sparerebbe conttro gli israeliani, l'ex europarlamentare risponde: "Io sono un non violento, però contro quelli che bombardano ospedali, cliniche private e bambini sparerei, ma non ne sono capace". E aggiunge: "Gli ebrei italiani dalla parte di Israele sono gli ex fascisti, che adesso sono dalla parte dell'America. La comunità ebraica italiana è rappresentata da quell'ossimoro che è Pacifici, ma ci sono molti ebrei d'accordo con me. Li c'è uno stato nazista che cerca di sopprimere un altro popolo. E io ce l'ho con lo stato di Israele, non con gli ebrei"

lunedì 23 giugno 2014

Renzi: prima legge ad personam, auguri!


renzimanìa
Nonostante i giornaloni italiani abbiano fatto a gara per nascondere al grande pubblico la notizia della condanna di Renzi, tre anni fa l’attuale premier è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti di Firenze per danno erariale, come vi avevamo già raccontato con dovizia di particolari
A prescindere dal fatto se sia normale o meno avere – per l’ennesima volta – un Presidente del Consiglio condannato, per un reato amministrativo grave, la sentenza del 4 agosto 2011 accusa Renzi di essere stato “responsabile dell’assunzione irregolare di quattro persone nello staff della sua segreteria, con contratti a tempo determinato, quando era presidente della Provincia di Firenze (tra il 2004 e il 2009)”, come ricorda Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano.
Ecco il danno erariale, per cui “la Corte dei Conti ha condannato in primo grado Renzi al risarcimento di 14 mila e 535 euro, il 30 per cento della cifra complessiva di circa 50 mila euro, divisa con gli altri 20 condannati (tra cui figura l’ultimo presidente della provincia di Firenze, Andrea Barducci).”
Nell’autunno prossimo, quando il treno delle riforme potrebbe essere in procinto di arrivare a destinazione, è prevista la sentenza d’appello. E una macchia indelebile rischierebbe di infangare il vestitino pulito (?) del Governo Matteo I. Probabilmente sarà per questo che, per spazzare via ogni dubbio e difendere il segretario Pd dal processo (anziché nel processo), in pieno stile berlusconiano, ecco arrivare in soccorso “un articolo tagliato su misura per i guai del premier”, inserito abilmente nel testo del decreto legge Madia (“misure urgenti per l’efficientamento della pubblica amministrazione e per il sostegno dell’occupazione”).
A svelare l’inghippo dei renziani ci ha pensato Rodano, che sul Fatto Quotidiano spiega: “L’articolo 12 della riforma (“Disposizioni sul personale delle regioni e degli enti locali”) introduce un paragrafo da aggiungere all’articolo 90 (secondo comma) del Testo Unico degli Enti Locali del 2000. Recita così: “In ragione della temporaneità e del carattere fiduciario del rapporto di lavoro si prescinde nell'attribuzione degli incarichi dal possesso di specifici titoli di studio o professionali per l'accesso alle corrispondenti qualifiche ed aree di riferimento”. Traduzione: con questa norma negli enti locali (comuni, province e regioni), le assunzioni a tempo determinato possono essere decise in modo discrezionale a prescindere dal percorso professionale e dal titolo di studio dei candidati.”
Tra primo grado e appello”, la chiosa di Teducci, “scomparirebbe la fattispecie che è costata la condanna amministrativa a Renzi.”
Dal fatta la legge trovato l’inganno siamo passati direttamente al fatto l’inganno trovata la legge. Ribaltare la realtà a proprio piacimento, modellare la giustizia secondo esigenze politiche e non sociali, proseguire nel percorso tracciato dal berlusconismo negli ultimi venti anni, dove il Governo e il Parlamento ci hanno regalato decine di leggi “ad personam”, buone solo a difendere il Premier dai processi e non nei processi.
Tale padre (politico), tale figlio. Buon renzismo a tutti.

fonte: infiltrato.it
Nonostante i giornaloni italiani abbiano fatto a gara per nascondere al grande pubblico la notizia della condanna di Renzi, tre anni fa l’attuale premier è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti di Firenze per danno erariale, come vi avevamo già raccontato con dovizia di particolari. A prescindere dal fatto se sia normale o meno avere – per l’ennesima volta – un Presidente del Consiglio condannato, per un reato amministrativo grave, la sentenza del 4 agosto 2011 accusa Renzi di essere stato “responsabile dell’assunzione irregolare di quattro persone nello staff della sua segreteria, con contratti a tempo determinato, quando era presidente della Provincia di Firenze (tra il 2004 e il 2009)”, come ricorda Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano.
Ecco il danno erariale, per cui “la Corte dei Conti ha condannato in primo grado Renzi al risarcimento di 14 mila e 535 euro, il 30 per cento della cifra complessiva di circa 50 mila euro, divisa con gli altri 20 condannati (tra cui figura l’ultimo presidente della provincia di Firenze, Andrea Barducci).”
Nell’autunno prossimo, quando il treno delle riforme potrebbe essere in procinto di arrivare a destinazione, è prevista la sentenza d’appello. E una macchia indelebile rischierebbe di infangare il vestitino pulito (?) del Governo Matteo I. Probabilmente sarà per questo che, per spazzare via ogni dubbio e difendere il segretario Pd dal processo (anziché nel processo), in pieno stile berlusconiano, ecco arrivare in soccorso “un articolo tagliato su misura per i guai del premier”, inserito abilmente nel testo del decreto legge Madia (“misure urgenti per l’efficientamento della pubblica amministrazione e per il sostegno dell’occupazione”).
A svelare l’inghippo dei renziani ci ha pensato Rodano, che sul Fatto Quotidiano spiega: “L’articolo 12 della riforma (“Disposizioni sul personale delle regioni e degli enti locali”) introduce un paragrafo da aggiungere all’articolo 90 (secondo comma) del Testo Unico degli Enti Locali del 2000. Recita così: “In ragione della temporaneità e del carattere fiduciario del rapporto di lavoro si prescinde nell'attribuzione degli incarichi dal possesso di specifici titoli di studio o professionali per l'accesso alle corrispondenti qualifiche ed aree di riferimento”. Traduzione: con questa norma negli enti locali (comuni, province e regioni), le assunzioni a tempo determinato possono essere decise in modo discrezionale a prescindere dal percorso professionale e dal titolo di studio dei candidati.”
“Tra primo grado e appello”, la chiosa di Teducci, “scomparirebbe la fattispecie che è costata la condanna amministrativa a Renzi.”
Dal fatta la legge trovato l’inganno siamo passati direttamente al fatto l’inganno trovata la legge. Ribaltare la realtà a proprio piacimento, modellare la giustizia secondo esigenze politiche e non sociali, proseguire nel percorso tracciato dal berlusconismo negli ultimi venti anni, dove il Governo e il Parlamento ci hanno regalato decine di leggi “ad personam”, buone solo a difendere il Premier dai processi e non nei processi.
Tale padre (politico), tale figlio. Buon renzismo a tutti.
- See more at: http://www.infiltrato.it/inchieste/riforma-pa-spunta-la-salva-renzi-cosi-liberano-il-premier-dalla-condanna-per-danno-erariale#sthash.XfLVYxoA.dpuf
Nonostante i giornaloni italiani abbiano fatto a gara per nascondere al grande pubblico la notizia della condanna di Renzi, tre anni fa l’attuale premier è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti di Firenze per danno erariale, come vi avevamo già raccontato con dovizia di particolari. A prescindere dal fatto se sia normale o meno avere – per l’ennesima volta – un Presidente del Consiglio condannato, per un reato amministrativo grave, la sentenza del 4 agosto 2011 accusa Renzi di essere stato “responsabile dell’assunzione irregolare di quattro persone nello staff della sua segreteria, con contratti a tempo determinato, quando era presidente della Provincia di Firenze (tra il 2004 e il 2009)”, come ricorda Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano.
Ecco il danno erariale, per cui “la Corte dei Conti ha condannato in primo grado Renzi al risarcimento di 14 mila e 535 euro, il 30 per cento della cifra complessiva di circa 50 mila euro, divisa con gli altri 20 condannati (tra cui figura l’ultimo presidente della provincia di Firenze, Andrea Barducci).”
Nell’autunno prossimo, quando il treno delle riforme potrebbe essere in procinto di arrivare a destinazione, è prevista la sentenza d’appello. E una macchia indelebile rischierebbe di infangare il vestitino pulito (?) del Governo Matteo I. Probabilmente sarà per questo che, per spazzare via ogni dubbio e difendere il segretario Pd dal processo (anziché nel processo), in pieno stile berlusconiano, ecco arrivare in soccorso “un articolo tagliato su misura per i guai del premier”, inserito abilmente nel testo del decreto legge Madia (“misure urgenti per l’efficientamento della pubblica amministrazione e per il sostegno dell’occupazione”).
A svelare l’inghippo dei renziani ci ha pensato Rodano, che sul Fatto Quotidiano spiega: “L’articolo 12 della riforma (“Disposizioni sul personale delle regioni e degli enti locali”) introduce un paragrafo da aggiungere all’articolo 90 (secondo comma) del Testo Unico degli Enti Locali del 2000. Recita così: “In ragione della temporaneità e del carattere fiduciario del rapporto di lavoro si prescinde nell'attribuzione degli incarichi dal possesso di specifici titoli di studio o professionali per l'accesso alle corrispondenti qualifiche ed aree di riferimento”. Traduzione: con questa norma negli enti locali (comuni, province e regioni), le assunzioni a tempo determinato possono essere decise in modo discrezionale a prescindere dal percorso professionale e dal titolo di studio dei candidati.”
“Tra primo grado e appello”, la chiosa di Teducci, “scomparirebbe la fattispecie che è costata la condanna amministrativa a Renzi.”
Dal fatta la legge trovato l’inganno siamo passati direttamente al fatto l’inganno trovata la legge. Ribaltare la realtà a proprio piacimento, modellare la giustizia secondo esigenze politiche e non sociali, proseguire nel percorso tracciato dal berlusconismo negli ultimi venti anni, dove il Governo e il Parlamento ci hanno regalato decine di leggi “ad personam”, buone solo a difendere il Premier dai processi e non nei processi.
Tale padre (politico), tale figlio. Buon renzismo a tutti.
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Nonostante i giornaloni italiani abbiano fatto a gara per nascondere al grande pubblico la notizia della condanna di Renzi, tre anni fa l’attuale premier è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti di Firenze per danno erariale, come vi avevamo già raccontato con dovizia di particolari. A prescindere dal fatto se sia normale o meno avere – per l’ennesima volta – un Presidente del Consiglio condannato, per un reato amministrativo grave, la sentenza del 4 agosto 2011 accusa Renzi di essere stato “responsabile dell’assunzione irregolare di quattro persone nello staff della sua segreteria, con contratti a tempo determinato, quando era presidente della Provincia di Firenze (tra il 2004 e il 2009)”, come ricorda Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano.
Ecco il danno erariale, per cui “la Corte dei Conti ha condannato in primo grado Renzi al risarcimento di 14 mila e 535 euro, il 30 per cento della cifra complessiva di circa 50 mila euro, divisa con gli altri 20 condannati (tra cui figura l’ultimo presidente della provincia di Firenze, Andrea Barducci).”
Nell’autunno prossimo, quando il treno delle riforme potrebbe essere in procinto di arrivare a destinazione, è prevista la sentenza d’appello. E una macchia indelebile rischierebbe di infangare il vestitino pulito (?) del Governo Matteo I. Probabilmente sarà per questo che, per spazzare via ogni dubbio e difendere il segretario Pd dal processo (anziché nel processo), in pieno stile berlusconiano, ecco arrivare in soccorso “un articolo tagliato su misura per i guai del premier”, inserito abilmente nel testo del decreto legge Madia (“misure urgenti per l’efficientamento della pubblica amministrazione e per il sostegno dell’occupazione”).
A svelare l’inghippo dei renziani ci ha pensato Rodano, che sul Fatto Quotidiano spiega: “L’articolo 12 della riforma (“Disposizioni sul personale delle regioni e degli enti locali”) introduce un paragrafo da aggiungere all’articolo 90 (secondo comma) del Testo Unico degli Enti Locali del 2000. Recita così: “In ragione della temporaneità e del carattere fiduciario del rapporto di lavoro si prescinde nell'attribuzione degli incarichi dal possesso di specifici titoli di studio o professionali per l'accesso alle corrispondenti qualifiche ed aree di riferimento”. Traduzione: con questa norma negli enti locali (comuni, province e regioni), le assunzioni a tempo determinato possono essere decise in modo discrezionale a prescindere dal percorso professionale e dal titolo di studio dei candidati.”
“Tra primo grado e appello”, la chiosa di Teducci, “scomparirebbe la fattispecie che è costata la condanna amministrativa a Renzi.”
Dal fatta la legge trovato l’inganno siamo passati direttamente al fatto l’inganno trovata la legge. Ribaltare la realtà a proprio piacimento, modellare la giustizia secondo esigenze politiche e non sociali, proseguire nel percorso tracciato dal berlusconismo negli ultimi venti anni, dove il Governo e il Parlamento ci hanno regalato decine di leggi “ad personam”, buone solo a difendere il Premier dai processi e non nei processi.
Tale padre (politico), tale figlio. Buon renzismo a tutti.
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Ecco il danno erariale, per cui “la Corte dei Conti ha condannato in primo grado Renzi al risarcimento di 14 mila e 535 euro, il 30 per cento della cifra complessiva di circa 50 mila euro, divisa con gli altri 20 condannati (tra cui figura l’ultimo presidente della provincia di Firenze, Andrea Barducci).”
Nell’autunno prossimo, quando il treno delle riforme potrebbe essere in procinto di arrivare a destinazione, è prevista la sentenza d’appello. E una macchia indelebile rischierebbe di infangare il vestitino pulito (?) del Governo Matteo I. Probabilmente sarà per questo che, per spazzare via ogni dubbio e difendere il segretario Pd dal processo (anziché nel processo), in pieno stile berlusconiano, ecco arrivare in soccorso “un articolo tagliato su misura per i guai del premier”, inserito abilmente nel testo del decreto legge Madia (“misure urgenti per l’efficientamento della pubblica amministrazione e per il sostegno dell’occupazione”).
A svelare l’inghippo dei renziani ci ha pensato Rodano, che sul Fatto Quotidiano spiega: “L’articolo 12 della riforma (“Disposizioni sul personale delle regioni e degli enti locali”) introduce un paragrafo da aggiungere all’articolo 90 (secondo comma) del Testo Unico degli Enti Locali del 2000. Recita così: “In ragione della temporaneità e del carattere fiduciario del rapporto di lavoro si prescinde nell'attribuzione degli incarichi dal possesso di specifici titoli di studio o professionali per l'accesso alle corrispondenti qualifiche ed aree di riferimento”. Traduzione: con questa norma negli enti locali (comuni, province e regioni), le assunzioni a tempo determinato possono essere decise in modo discrezionale a prescindere dal percorso professionale e dal titolo di studio dei candidati.”
“Tra primo grado e appello”, la chiosa di Teducci, “scomparirebbe la fattispecie che è costata la condanna amministrativa a Renzi.”
Dal fatta la legge trovato l’inganno siamo passati direttamente al fatto l’inganno trovata la legge. Ribaltare la realtà a proprio piacimento, modellare la giustizia secondo esigenze politiche e non sociali, proseguire nel percorso tracciato dal berlusconismo negli ultimi venti anni, dove il Governo e il Parlamento ci hanno regalato decine di leggi “ad personam”, buone solo a difendere il Premier dai processi e non nei processi.
Tale padre (politico), tale figlio. Buon renzismo a tutti.
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sabato 14 giugno 2014

una trazzera da gustare



Sono stato in vacanza  a Capo D'Orlando sulla costa tirrenica della Sicilia in provincia di Messina. Mare cristallino, ospitalità , pulizia (per un paermitano è un paradiso) e , soprattutto .. la Trazzera. 

il pane fritto
Sul lungomare mi sono imbattuto in un qualcosa di molto familiare. Un locale unico ed un nome magico:
Oasi Trazzera.
E' naturale che mi sia fermato lì a gustare alcune specialità della casa. Ottime le granite e ottimo tutto compreso il pane fritto. Grandiose insalate e gustosissimi panini mentre è impossibile non gustarsi la vista del mare, il tramonto e l'aria pulitissima.

 Il resto lo gusterò dopo. Tanto Daniele e lì ad aspettarmi con tanta cortesia e simpatia.

pippo vinci

mercoledì 11 giugno 2014

da che pulpito!

Parliamo di espulsioni dai partiti, Tutti ricordiamo le ridondanti campagne anti grillo e grillini ogni volta che un pentastellato è stato  espulso dal movimento
Non vogliamo entrare nel merito, come spesso non entrano nel merito i promotori di queste campagne, ma vi raccontiamo semplicemente un fatto successo a Nichelino, un comune piemontese abitato da 48 mila cittadini. Un grosso paese!

Il PD organizza le prmarie. A vincerle è Angelino Riggio, per soli 34 voti. Il PD non riconosce il risultato (democraticamente) e , sempre democraticamente candida un altro iscritto.
Riggio non si arrende  si presenta da indipendente sostenuto da 4 liste civiche è (udite udite)  viene eletto sindaco.

Ma perchè nessuno ne parla? Perchè così poco clamore?

Perche dei fatti antidemocratici del Movmento 5S tutti sanno tutto (ed è giusto che sia cosi) ma di quelli del partito DEMOCRAICO nessuno (o quasi)  ne sa niente?

Perchè i giornalisti evidentemente non sono liberi come dicono o come credono  e rispondono a chi li tiene per le palle!

ecco il breve trafiletto pubblicato sulla Stampa di Torino


Nichelino

Ha vinto le primarie e non lo hanno riconosciuto come candidato del centrosinistra, lui si è impuntato ha corso lo stesso con quattro liste civiche e si è vendicato del suo partito (il Pd) che lo aveva messo in un angolo nella maniera più dolce e più atroce insieme. Angelino Riggio, 67 anni, medico, ex consigliere regionale, è il nuovo sindaco di Nichelino. Ha sconfitto Cistaro con uno scarto di 300 voti circa. Al fotofinish, come al solito. Risultato finale: Riggio 8231 (51,8%), Cistaro 7930 (48,2%). 



venerdì 6 giugno 2014

Accadde oggi: muore RFK

Il 6 giugno 1968, muore a Los Angeles Robert Fitzgerald Kennedy ucciso in un attentato la sera prima nei saloni dell'Hotel Ambassador.
Kennedy aveva 42 anni, aveva 11 figli e si era candidato alla presidenza degli USA per seguire le orme del ftratello John assassinao a sua volta 5 anni prima  a Dallas.
Anche su questo assassinio, come su quello del fratello John si respira forte  aria di complotto in quanto numerose furono le incogruenze della versione ufficiale che vedeva il solo Shiran Shiran copevole del delitto. Ma la verità è ancora sconosciuta.

mercoledì 4 giugno 2014

la guerra contro Grillo vale di più del massacro di civili in Ucraina

Mentre in Italia .. ed in Europa si parla solo del Grillo cattivone, in Ucraina l'esercito filo-NATO sta massacrando i civili filo-russi. ma che forse forse la colpa è di quel razzista di Beppe Grillo ?

ecco la cronaca dei fatti più recenti tratti dal blog Tzetze
Ucraina: l'esercito ucraino massacra i civili filo-russi, l'Europa dov'è? Scene di guerra. Siamo a Lugansk, nell'Ucraina orientale. Questa è una guerra che non interessa all'Europa. Un video finito in rete mostra il raid aereo che ha ucciso civili, distrutto auto, crivellato le abitazioni e il municipio. Si è trattato di un assalto dal cielo, condotto da un Sukhoi 25 dell'aviazione di Kiev.

Come scrive Nicolai Linin sull'Espresso, un bombardiere ha usato razzi "a saturazione", destinati a devastare una grande area senza possibilità di mira.

Un bombardiere che va all'attacco tra le case e le auto. I razzi che all'improvviso esplodono davanti al parco pubblico e portano la morte nella vita quotidiana di una città. Le immagini che arrivano da Lugansk, nell'Ucraina orientale, abbattono i giri di parole e gli eufemismi: è una guerra, vera. I filmati diffusi sulla Rete mostrano quello che è accaduto lunedì a Lugansk. Un raid che ha ucciso civili, distrutto auto, crivellato le abitazioni e il municipio.

L'opinione pubblica europea si è progressivamente disinteressata di quel che accade a est di Kiev. Questa è una guerra:

Quello che colpisce di quanto sta accadendo a Lugansk e prima ancora a Donestk è il disinteresse dei media occidentali per l'escalation bellica. Per togliere le città agli insorti, il governo ucraino sta usando sempre più spesso i bombardamenti aerei: attacchi indiscriminati, lanciati a ridosso delle case e dei parchi.

lunedì 2 giugno 2014

le macche e le cespole.

una macca sacra

Il racconto che segue si riferisce ad una fatto vero, ma è collocato in una città sconosciuta ed in un luogo misterioso. Una ambientazione volutamente celata  per evitare malintesi, offese, vendette e reazioni violente.

Per comodità narrativa, però, sono costretto a dare ai luoghi ed ai personaggi dei nomi o dei ruoli. Ma naturalmente saranno ruoli e nomi di fantasia del tutto inventati e lontani dalla realtà.
C'è solo un riferimento individuabile: il protagonista, cioè io. Amedeo C.

Ed ecco i fatti....

Camminavo per le vie del centro, quando decido di acquistare un po' di frutta di stagione. Devìo dal mio percorso da diporto per entrare nel mercato del Sorgo Antiguo. Il mercato del Sorgo Antiguo è stato da poco ristrutturato. Le vie sono più pulite e ordinate di prima, non ci sono più buche. Ma gli ambulanti e i bottegai, con il passare dei mesi e degli anni, stanno riconducendo il mercato agli antichi fasti: sporcizia ovunque, macchine sul marciapiede, auto in controsenso, cani randagi malaticci e ditteri (mosche) tra le bancarelle, gazebi abusivi,  odori nausebondi, ma ben distinti e riconoscibili.

I venditori di cadaveri marini vannìano (urlano) la freschezza della loro merce, freschezza che, per la verità, stride col puzzo che emanano i corpi flaccidi dei cadaveri marini. Orde di bravi ragazzi sfrecciano tra la gente  a bordo di cavalli a due ruote , ma senza elmo che un antico editto aveva reso  obbligatorio.

Beh, io ero lì per la frutta e quindi alla vista di una bottega di fruttaroli, mi fermo per acquistare cespole al modico prezzo di 1 talento e 20 per ogni libbra.

Il bottegaio prende quindi un sacchetto di carta di pane e , scartando le cespole buone poste in sottile strato in  bellamostra in cima al cesto, scava nel fondo dello stesso per afferrare cespole nere, bucate, bacate, marce, striminzite e,  suppongo, senza succo e senza sapore. Lasciando lì quelle buone, sane, lucenti  e succose. Che fungevano da richiamo, ma che, evidentemente, non erano in vendita.

Decido allora di esternare  il mio disappunto chiedendo al bottegaio di inserire nel mio sacchetto SOLO le cespole di superficie, più rigogliose.
cespole
Ma il bottegaio, insensibile al mio giusto lamento, continua il suo lavoro dicendo che quelle che sceglieva per me erano semplicemente più mature.

Tosto decido di abbandonare la contesa e la bottega senza  effettuare l'acquisto.
Mentre mi allontano sento solo  qualche triviale insulto provenire dalla bocca del losco venditore di cespole .

Ma io avevo veramente bisogno delle cespole ed allora mi dirigo verso un'altra bottega che, invero, esponeva cesti del frutto in buono stato. Il valore era un po' più sostenuto: 2 talenti; ma la qualità del prodotto li meritava tutti.
Al momento di pagare, il bottegaio riceve il mio giusto obolo (4 talenti per 2 libbre), ma non rilascia alcun documento cartaceo che dimostrasse l'avvenuta transazione. Per comodità narrativa  chiameremo questo documento incidentino.

Anche in questo caso ho dovuto manifestare il mio disappunto chiedendo l'incidentino, ma il bottegaio delle cespole buone risponde alla mia rimostranza lamentandosi che il suo strumento di emissione di incidentini si era guastato pochi minuti prima.
Anche in questo caso ho chiesto la restituzione dei 4 talenti lasciando sul posto le buone cespole appena incartate. Ed anche in questo caso il bottegaio ha inveito contro di me lanciandomi insulti, epiteti,  fatture  e maledizioni della più truce tradizione locale.

Non restava che il bottegaio dell'angolo al confine del Sorgo Antiguo . La merce buona, tutta ordinatamente riposta in solidi contenitori in legno di recente fattura  e quindi chiari  integri e lindi. Tutta la merce, inoltre, era esposta all'interno della bottega  al riparo da fumi velenosi, cani affamati, insetti caprofagi e pericolosi sbalzi di temperatura.

Anche qui ho chiesto le cespole. Erano belle, sane e succose. Prima di raccoglierle dai contenitori il bottegaio mi ha gentilmente invitato ad assagiarne una. Voleva essere sicuro che mi piacessero. Erano buone. Buonissime. Il prezzo invitante (1 talento e 60 a libbra).
Il bottegaio ha riempito il sacchetto  con 2 libbre di ottime cespole. Non una era segnata dal tempo, dalla malattia o dall'incuria.
Ho dato al bottegaio i suoi 3 talenti e 20. Il bottegaio mi ha dato subito il mio incidentino, mi ha salutato ed ha infine manifestato l'auspicio di un mio ritorno presso la sua bottega.

E la storia finisce qui, ma devo aggiungere un particolare: l'ultimo bottegaio era un uomo piccolo piccolo, dal viso molto scuro, olivastro; probabilmente veniva da un paese molto lontano; un paese dove, dicono,  si adorano le macche sacre, ma dove sicuramente rispettano gli uomini e le leggi . Tutti gli uomini e tutte le leggi.

Amedeo Contino


domenica 1 giugno 2014

Marcello Foa ci spiega il caos ucraino


https://www.youtube.com/watch?v=Fv6uSWHN_Mk&feature=player_detailpage#t=33

Visto che i media continuano a centellinare le notizie sui fatti (spesso nascondendo o travisando) la verità sulla crisi Ucraina, noi vi proponiamo l'analisi di Marcello Foa.

Potete anche non credere a quello che dice il noto giornalista, ma ci sembra giusto sentire una campana diversa che ci aiuti a farci una opinione personale più consapevole e autonoma .
Clicca sull'immagine e ascolta il racconto di Foa

Leggi anche l'articolo sul genocidio perpetrato dall'esercito Ucraino contro i russofoni delle regioni sud orientali del paese.

....mentre nei nostri Tg si parla del pericoloso Grillo e delle balle di Renzi! E le notizie sull'Ucraina le ascoltiamo da Giovama Botteri corrispondente RAI a ... Washington!!!!!

p.s ma in Italia abbiamo un ministro degli esteri?

pippo vinci

domenica 25 maggio 2014

F1: i piloti non contano un cazzo!



Griglia di partenza nel GP Monaco2014
Il sospetto c'è stato sempre: nelle gare di formula 1 l'abilità del pilota vale meno che niente. Tutto dipende dalla macchina , punto e basta. Per la pace di chi vede in questo o in quel pilota un...campione che domina gli altri. I piloti sono tutti bravi , tutti allo stesso livello.

La ennesima dimostrazione si ricava dalla semplice visione della griglia di partenza dell'odierno Gran Peremio di Monaco a Montecarlo.

Le squadre in  campo piazzano le loro coppie compatte una dietro l'altra a prescindere dal pilota.
Cade così anche l'ultimo alibi che vede il pilota campione  migliore degli altri solo per il fatto che sappia guidare il team tecnico nelle scelte tecniche migliori, vincenti. Niente di più falso. Con la supertecnologia e l'informatica applicata, anche le scelte tecniche vengono dettate dalle analsi tecniche ed elettroniche delle automobili. O dalla scelta (sempre tecnocomandata) delle gomme.
E in definitiva chi ha più soldi può permetteri la tecnologia più costosa e le miglior posizioni in griglia ed in  gara.

Altro indicatore sono i numerosi piloti celebrati campioni, che poi annaspano nelle retrovie (cerca Button e Massa nella griglia di Monaco 2014) se cambiano squadra; o viceversa, emeriti sconosciuti che trovano spazio in team di prestigio (Ferrari, Red Bull o Mercedes) e... diventano campioni. Tipo.... Ricciardo

 bolidi di F1 nel '70: i numeri erano enormi come i campioni
Ultimo elemento che prova questa teoria è il fatto che sulle macchine non c'è più (o non si vede più) il numero di gara che identificherebbe il pilota in modo inequivocabile. Invece lo spettatore più preparato può solo (al limite) riconoscere la squadra, la macchina. Del pilota non si saprebbe nulla se non fosse per le dettagliatissime riprese TV e per i falsamente e ruffianamente entusiastici commenti dei telecronisti. 

Insomma se veramente questo circo fosse (come dicono) un campionato piloti, si dovrebbe dare a tutti i piloti la stessa automobile o fare  come si fa nell'ippica in occasione di "campionati driver" dove i cavalli da guidare vengono sorteggiati ad ogni corsa valida per il campionato!

pippo vinci

martedì 20 maggio 2014

voto Grillo, ma auguri a Tsipras

Domenica voterò per la lista del M5s, insieme alla Lega, unica vera opposizione in Parlamento, prima al governo Letta e poi al governo Renzi. Sel, lo dico onestamente, non mi ha soddisfatto su questo piano. E siccome di votare Lega non mi passa neppure per la controcassa del cervello, non mi resta che votare M5s. Ma ci sono anche altri motivi più profondi. Non ignoro i limiti ed i problemi del M5s e su questo sito, chi mi legge deve darmi atto di avere spesso criticato le scelte tanto di Grillo, quanto del movimento in quanto tale. Non ignoro affatto  le sue difficoltà a darsi una cultura politica omogenea ed un modello organizzativo soddisfacente. leggi tutto

di Aldo Giannuli

domenica 18 maggio 2014

accadde oggi: il cubo di Rubik

il cubo di rubik
Erno Rubik
si celebra oggi il 40° anniversario della invenzione di un giocattolo-rompicapo: il Cubo di Rubik inventato dal matematico ungherese Erno Rubik nel 1974. 
Da allora il cubo è stato venduto in 300 milioni di esemplari  risultando il giocattolo (brevettato)  più venduto di tutti i tempi.

venerdì 16 maggio 2014

La sinistra è una Cassandra: ha ragione ,ma non viene creduta!

Pochi anni fa quando la crisi economica era ai suoi esordi, uno degli elementi che veniva sbandierato per giustificare il varo di norme restrittive era LO SPREAD!

Ogni giorno gli italiani ricevevao già a colazione la informazione sul  livello dello spread. Con questo spauracchio si giustificava (lo faceva la destra, lo facevano i moderat, lo faceva il PD) tutto quello che si faceva contro i lavoratori, i disoccupati, le pensioni, il Pubblico Impego, le tariffe, le imposte, i prezzo del gas o della benzina, il rinvio delle elezioni, la elezione di Napolirano, il cacao sul cappuccino. leggi tutto

martedì 13 maggio 2014

dolcezza ed emozoni: il tramonto sulla pianura

Frusta e Bertolotti

dal 6 al 18 maggio al teatro Menotti di Milano

Se vi invitassero ad andare al teatro per sentire (come diceva Eduardo) una commedia ambientata in un ospizio per anziani, recitata da attori ultrasessantenni non professionisti e scritta da un autore (ancora ) semisconosciuto, credo che cerchereste sempre qualcos'altro da fare. O comunque una scusa per non andare.

Il Tramonto sulla pianura, un testo scritto da Guido Conti e messo in scena da Emilio Russo e Caterina Spadaro in questi giorni al teatro Menotti di Milano, si può presentare così. Ma chi lo ha visto si è vergognato di quello che pensava prima

Alla fine della commedia, che dura poco più di 70 minuti che scorrono piacevolmente, tutti sperano che quello appena visto sia stato solo il primo tempo e vorrebbero continuare a sentire i dolci e romantici fraseggi tra il Duca, Frusta, Pucci , Bertolotti, Eugenio, Diego, Vetro, suor Donata e tanti altri ancora  (sedici in tutto), in un susseguirsi di effetti nostalgici,  atmosfere melanconiche, commovente autoironia e tanta, tanta eleganza sia nei testi che nei perfetti movimenti dei protagonisti sulla scena.

Il Duca
Il pubblico in sala segue con estrema attenzione e assiste con grande tenerezza a una specie di Flash Forward della propria vita addirittura sperando che possa  avere momenti simili a quelli che si sviluppano davanti ai suoi occhi. La senilità può essere meno drammatica e buia di quello che si dice in giro. L'importante è non essere soli.

Molti i momenti in cui l'applauso sfocia spontaneo: il monologo di Pucci, quello tagliente del cieco Vetro, la sorprendente e inaspettata performance musicale, le parabole apocrife di Frusta, i passaggi strazianti di Dadà, i ricordi pittoresci del nostalgico Pessina, le pillole di saggezza vesuviana del Duca. In altri istanti l'ovazione viene accennata, ma  volutamente repressa per il timore di disturbare l'atmosfera magica e quasi mistica.

Di grande effetto le scene corali di un rosario surreale e di una tombola naif o di un canto molto ben eseguito sulle nota di un remoto successo di Nada Malanima. Toccante il canto finale  che, inaspettatamente, coinvolge anche un pubblico  che, in questo modo, trasmette un abbraccio di ringraziamento ai sedici protagonisti schierati in una ordinata e ammiccante fila sul bordo della scena.

La tombola
Gli attori, inoltre, mostrano una padronanza dell'arte teatrale che è il frutto dell'apprezzabile lavoro fatto dei due registi, veri trionfatori delle serate al Menotti, per una rappresentazione costruita in poco più di un mese partendo da un gruppo di attori dilettanti molti  dei quali in scena per la prima volta nella vita-.

Alla fine viene anche la voglia matta di leggere il libro, ma ci si trattiene per godersi per quache tempo ancora il dolce sapore che rimane sul palato.

pippo vinci

gli attori:Gianfranco Barili, Sonia Casoli, Maria Stella Cerana, Fiore Cesca, Mariella Clemente, Nadia Cortesi, Marco De Feo, Angelo De Maco, Domenico Galluccio, Diego Ghilotti, Pardo Kickhoeffel, Anna Maria Paino, Ninni Picone, Carlo Raimondi, Federica Rivoli, Enzo Trovato 

giovedì 1 maggio 2014

Ma tutto questo Renzi non lo sa

Non so se vi serviva una prova del fatto che Renzi spesso non sa di cosa parla. Ma questo  è il destino di chi parla molto, di chi millanta e di chi si sente più furbo degli altri... quando furbo non  è.
Noi abbiamo la prova che la chiacchiera di Renzi è spesso vuota e inconsapevole.

Ieri (29 aprile) il nostro Primo Ministro ha esposto i punti salienti della riforma della pubblica amministrazione (P.A.).
Innanzi tutto non si capisce perchè un premier in carica debba fare annunci e promesse piuttosto che  leggi,  decreti e provvedimenti esecutivi. Ma lasciamo stare. Veniamo al punto.
Renzi ha affermato che  per i dirigenti della P.A. si tornerà al ruolo unico. E poi ha aggiunto, per spiegare il concetto, "... in pratica niente più prima  e seconda fascia"

Forse non siete addentro ai fatti della P.A. ma il ruolo unico con le fasce dirigenziali non ci azzecca proprio nulla.
Ruolo unico significa non avere più distinzione tra dirigenti tecnici e dirigenti amministrativi.
Le fasce, citate fuori luogo  da Renzi, riguardando una sorta di grado di avanzamento di anzianità, di gerarchia, di carriera. E' come dire che nell'eserito non ci saranno più generali, colonnelli e capitani, Tutti ufficiali senza nessuna gerarchia. Vi sembrerebbe una bella idea?

Ma la verità sulla riforma del ruolo unico è ancora peggio della gaffe di Renzi:

Il ruolo unico, tragicamente in vigore in Sicilia, significa piuttosto  l'omogeneizzazione di tutti i dirigenti annullandone i percorsi formativi, il curriculum  e le capacità professionali.
https://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=0cQA_3YDWVU#t=582
clicca e ascolta la gaffe
Il tutto si traduce nella deplorevole conseguenza che un dirigente  tecnico (es agronomo) potrà essere assegnato a dirigere una struttura che si occupa di contenzioso amministratvo ed un giurista si potrebbe occupare di foreste o patate. Un geologo di trattamento economico ed un filosofo di infrastrutture stradali o di porti turistici.
Vi sembra una bella riforma?
Per i politici si, lo è!.
Loro, in un solo colpo,  vedrebbero raddoppiati o triplicati i posti dove piazzare i propri protetti.

In altre parole se io (politico old stile) voglio piazzare un mio delfino con la laurea in ingengeria, avrò a disposizione tutte (dico TUTTE) le strutture della P.A.
Capite che pacchia?
In Sicilia questa riforma dura da oltre 14 anni ed ha provocato solo disastri.
Renzi quindi manco capisce cosa gli stanno facendo fare. Perchè lui NON sa cosa vuol dire ruolo unico.
.. e chissà quante altre cose non sa!

pippo vinci

mercoledì 16 aprile 2014

Ci siamo dentro fino al collo

Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente con l’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.“ 

Primo Levi

martedì 15 aprile 2014

Frasi celebri

"Le morti sul lavoro sono calate del 7,2%" 
Difficile morire sul lavoro quando si è disoccupati! 

Carmine di Vizio

domenica 13 aprile 2014

.. e ora chiedeteci scusa!

La fine che stanno facendo i grandi berluscones (Berlusconi, Cosentino e  Dell'Utri  arrestati, Mastella pluriindagato, Bonaiuti e company defilati da Forza Italia, Cicchitto e La Russa dissolti, quagliati) sta attraversando il popolo italiano e tutti media come l'acqua attraversa il greto di un fiume. Una cosa normale e scontata.. leggi tutto

Pippo Vinci


mercoledì 2 aprile 2014

Potenti strafottenti

L'8 marzo scorso  il volo MH 370 della compagnia di bandiera malese, in viaggio da Kuala Lampur a Pechino, fa perdere le sue tracce. Da quella data  sono passati 26 giorni, ma nulla si sa ancora sul destino del velivolo e  dei suoi 239 passeggeri.

Ogni tanto si diffonde la notizia del ritrovamento di qualche resto galleggiante sull'oceano, ma tutti questi allarmi sono poi rientrati. Tutti i relitti ritrovati fino ad oggi non sono risultati  compatibili con il velivolo scomparso.

Ora arriva qualche luce sul destimo o, meglio, sui motivi della scomparsa dell'aereo.

Pare che sull'aereo viaggiasse una qualche merce misteriosa e molto, ma molto preziosa. Questa cosa avrebbe già provocato due vittime, due agenti segreti americani (esperti in materiali biochimici  e nucleari) che seguivano la cosa alle Seychelles dove era arrivata dagli USA a bordo della nave americana Maersk Alabama.

Il mistero nasce anche perchè il volo aveva continuato a  dare segnali della sua esistenza anche dopo avere interrotto i contatti ufficiali con i controllori di volo ed avere invertito misteriosamente la rotta volando a soli 5000 metri di altitudine per tentare di sfuggire ai radar. Senza considerare che molti cellulari dei passeggeri hanno continuato ad essere raggiungibili molte ore dopo la sparizione dell'apparecchio.

Il mistero è molto fitto, ma quello che vogliamo sottolineare e che, come sempre, questi assurdi giochi di guerra tra grandi potenze e relativi servizi segreti (con licenza di uccidere) hanno una cosa in comune: il completo disinteresse per la vita di uomini e  donne innocenti che , per caso e per sfortuna , si trovano sulla strada di questi delinquenti autorizzati, che mettono continuamente a rischio la vita di ignari cittadini.

pippo vinci

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